Gli effetti del viaggiare

1.IL VIAGGIO APRE LA MENTE
Provare cose nuove, fare esperienze diverse, esplorare l’ignoto, rende più coraggiosi e aperti a nuovi modi di vedere le cose e il mondo. Questo rappresenta un grande vantaggio a livello personale e sociale, perché abbatte i pregiudizi e gli stereotipi che costituiscono un grande limite all’assimilazione di nuove informazioni e, dunque, al cambiamento.
Chiaramente questo può essere particolarmente favorito da un approccio al nuovo ambiente che ne conservi quanto più possibile le caratteristiche “naturali”, quindi conoscendone le usanze, le tradizioni, e non sia semplicemente un trasferire se stessi, la casa e il pacchetto completo della propria vita da un luogo all’altro.
Prendere le distanze da quello che conosciamo e ci appartiene per avvicinarsi a qualcosa che sia “altro da noi” può arricchire la nostra stessa identità e aprirci a nuovi orizzonti.


Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi (Marcel Proust)


2. VIAGGIARE RENDE PIU' FELICI
In un recente studio, il dottor Thomas Gilovich, professore di psicologia della Cornell University, afferma che spendere soldi per viaggiare ha un’influenza positiva sulla nostra felicità.
Acquistare beni materiali sembra avere minore potere nel renderci felici rispetto ai viaggi; anche quando compriamo un oggetto bello e che desideravamo da tempo, siamo sicuramente contenti all’inizio ma è un tipo di gioia più effimera e passeggera. Presto ci abituiamo ad averlo e questo conduce allo svanimento di quell’eccitazione iniziale.
“Le nostre esperienze sono una parte importantissima di noi, molto più dei beni materiali”, afferma Gilovich, perché mentre gli oggetti resteranno sempre oggetti, e dunque elementi separati da noi, le esperienze entrano a far parte della nostra identità e ne permettono lo sviluppo e l’arricchimento. Oltretutto, ci connettono agli altri in modo più ampio e profondo.
Tutto questo non fa che contribuire in maniera significativa all’aumento del proprio benessere, regalandoci ricordi positivi e progettazioni future altrettanto appaganti.


Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone

(John Steinbeck)


3. VIAGGIARE RIDURE LO STRESS
Quando si dice staccare la spina. Questo non significa fuggire dalle proprie responsabilità ed evadere dai problemi fingendo di non vederli, ma i benefici di un viaggio possono essere notevoli soprattutto nei momenti in cui si è particolarmente stressati.
Non concedersi mai delle pause riduce sensibilmente il rendimento, questo perché la pausa (meglio se frequente e di breve durata) permette al cervello di fare nuove connessioni, di ricevere stimoli diversi da quelli della ruotine quotidiana, aumentando la concentrazione.
Sicuramente possono esserci delle situazioni di stress anche durante un viaggio, ma sarà comunque uno stress positivo e diverso da quello provato nella vita di tutti i giorni.
Il viaggio può essere visto in questo senso come una fuga, ma non dalla realtà, piuttosto una fuga per fermarsi, ripartire, ritrovarsi.
Chiaramente nelle situazioni di stress prolungato e intenso un viaggio non è sufficiente ad intervenire sul proprio malessere e sarebbe più indicato un percorso psicologico mirato allo scopo, ma può comunque essere utile per prevenirlo ed alleviare le ansie delle vita quotidiana.


C’è chi viaggia per perdersi, c’è chi viaggia per trovarsi

(Gesualdo Bufalino)


4. VIAGGIARE FA BENE ALLA COPPIA
Anche il rapporto di coppia può ricevere influenze positive dal viaggiare, in quanto i viaggi sono ricordi, tasselli da aggiungere alla propria “identità di coppia”. Viaggiare insieme rappresenta un’esperienza di condivisione e crescita comune favorendo il benessere relazionale.
Pensate a quanto sia importante non solo il viaggio in sé, ma rivivere quei momenti attraverso il magico mondo dei ricordi, raccontandosi episodi o riguardando le foto scattate con tanto entusiasmo.
Ovviamente dire che viaggiare fa bene alla coppia non significa risolvere ogni problema facendo le valigie e prendendo il primo volo. Il viaggio può rafforzare l’armonia della coppia a lungo termine ma non può certamente ricucire le ferite di una relazione, e in questo senso non può sostituirsi ad un percorso di coppia mirato al superamento delle difficoltà del rapporto.


I viaggi migliori si fanno con lo spirito prima ancora che con le gambe e i più significativi sono certamente quelli che non solo hanno aggiunto qualcosa alla nostra vita, ma l’hanno in parte cambiata.


L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso (Anne Carson)


Fonte : sospsicologo.org

 

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